Il vicepresidente Giuseppe Manfredi ha rilasciato una intervista ad un quotidiano. Riportiamo i passi più salienti
Il vicepresidente Fipav Giuseppe Manfredi ha rilasciato una intervista al quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno. Ha affrontato quello che è il tema del momento, come può ripartire la pallavolo in epoca di pandemia da virus SARS-Covid2. L’estate con le temperature in salita potrebbe far rinascere l’esigenza di portare questo sport all’aperto:
La federazione adesso è alle prese con una nuova fase: quella della predisposizione di un protocollo per il rientro in campo. – dichiara il vicepresidente – La pallavolo non è nuova ad utilizzare scenari bellissimi all’aperto. Ad esempio il Foro Italico a Roma, l’Arena di Verona, Piazza Santa Croce a Firenze. Ripartire con una iniziativa del genere, significa che la pallavolo tutta sarà ripartita. Sinceramente mi auguro che si possa giocare con il pubblico, anche se con limitazioni.
La Fipav, per cercare di ridurre una possibile moria di associazioni, ha approntato un piano di riduzione costi che viene così descritto:
La nostra è una federazione molto incentrata sull’attività giovanile. Ciascun sodalizio, nella prossima stagione, con un solo versamento di 15 euro potrà prendere parte a tutta l’attività giovanile. Gli oneri di ben 8 campionati, tra maschili e femminili, saranno a carico del bilancio della FIPAV centrale.
Sento dire in questi giorni di riduzione dei contributi gara, soprattutto dei campionati nazionali. Certamente non si ha contezza che quelle somme sono finalizzate esclusivamente ad assicurare il servizio delle stesse gare per arbitri, commissari, qualificazione degli stessi ufficiali di gara, raduni precampionato. Una riduzione di tale contributo inevitabilmente porterebbe ad abbassare il livello del servizio. La conseguenza è quella di vedere gare dirette più e più volte sempre dagli stessi arbitri della località più vicina senza tenere in debito conto il livello tecnico delle partite.
Tutto si può fare, bisogna solo comprendere che le risorse sono quelle iscritte nel bilancio federale, che ricordo è pubblico. L’attenzione prestata in questi ultimi anni alla gestione del bilancio, ci ha permesso in questo momento difficile di destinare quasi 5 milioni di euro a tutte le società. Questo per metterle in condizioni di ripartire con qualche preoccupazione economica in meno.
Sul tema caldo delle palestre scolastiche, dove c’è il rischio che siano requisite per la didattica, Manfredi conclude:
Se non si potranno utilizzare le palestre scolastiche, vorrà dire che tutta l’attività motoria e sportiva, quindi anche quella delle stesse scuole, sarà penalizzata. Bisognerà, quindi, prevedere per l’attività di base tempi diversi ed organizzazioni diverse fermo restando che l’attività di vertice credo che potrà avere gli spazi necessari.
























