Il presidente Fipav Pietro Bruno Cattaneo scrive al ministro Spadafora su alcuni punti controversi del testo della “Riforma dello sport”
La “Riforma dello sport” ha compiuto il primo passo. Il Consiglio dei Ministri ha approvato cinque decreti sui sei complessivi della riforma portata avanti dal ministro Vincenzo Spadafora. L’iter prevede ora un primo passaggio per le commissioni parlamentari e successivamente per il Comitato Stato-Regioni. Alcuni punti rimangono controversi ed affrontano tematiche importanti per le società sportive. Il presidente Pietro Bruno Cattaneo aveva già espresso in passato le perplessità a nome del movimento che presiede. La tutela dei lavoratori sportivi e l’abolizione del vincolo sportivo per i più giovani, sostituito da un premio di formazione, sono solo alcuni dei temi scottanti.
Di seguito alcuni stralci della lettera firmata dal presidente Cattaneo. Per il testo integrale clicca qui.
Gentile Signor Ministro,
dando seguito alle mie precedenti lettere inviate in data 20 luglio e 21 settembre, sono qui nuovamente a sottoporLe le mie personali preoccupazioni riguardo le importanti tematiche del vincolo e del lavoro sportivo dilettantistico.
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Come già segnalatoLe in data 20 luglio, l’abolizione del vincolo metterebbe a rischio l’attività delle migliaia di società. Soprattutto quelle che fanno prevalentemente attività giovanile e che quotidianamente operano con impegno e passione sull’intero territorio nazionale. Il vincolo, infatti, rappresenta l’unica forma di tutela per il lavoro svolto dalle nostre affiliate che abbiamo il dovere di proteggere e sostenere.
La tutela dell’attività giovanile rappresenta per noi un vero e proprio obbligo. Senza la diffusione della cultura sportiva tra i più giovani e conseguentemente della tutela di chi, quotidianamente lavora per far sì che questa abbia un’espansione sempre maggiore, cesseremmo di compiere il nostro dovere di istituzione.
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Gli sport non professionistici come il nostro devono necessariamente far sì che una società che investe sui giovani possa avere delle garanzie e tutele soprattutto in un momento storico come questo nel quale non esiste alcun tipo di possibile previsione di ciò che sarà.
Argomento non meno importante per noi è quello, come già accennato, del lavoro sportivo dilettantistico. Fare una scelta di questo tipo si tradurrebbe in un aggravio di tipo gestionale ed economico per le nostre società che si troverebbero ad affrontare ulteriori problematiche rispetto a quelle che già hanno.
Una tale decisione imporrebbe ai nostri tesserati di adottare delle strutture che non sarebbero in grado di sostenere. Non certo per incapacità gestionale, ma perché prevederebbero dei costi assolutamente insostenibili per la quasi totalità di essi.
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Lettera firmata Pietro Bruno Cattaneo
























