Smentisce se stessa la Federazione ed arriva la doccia fredda. Il comunicato federale del 5 dicembre blocca tutta l’attività giovanile
Giravolta di centottanta gradi della Federazione Italiana Pallavolo. Gli ultimi giorni sono stati concitati per il susseguirsi di informazioni che parevano sbloccare un mese di fermo delle attività sportive. Il 27 novembre, su sollecitazione del Comitato locale, arrivava dalla Regione Umbria un chiarimento, positivo per le società, su un punto delle ordinanze Tesei. Il 4 dicembre il Comitato tecnico scientifico dava il via libera al rientro della Regione Umbria in zona gialla. Ventiquattrore prima c’era stata la pubblicazione del nuovo DPCM, un decreto che reiterava i concetti di quello precedente e rafforzava alcuni vincoli di distanziamento a cavallo dei prossimi giorni di festa.
Sembrava quindi sbloccata la situazione per le associazioni sportive e la School Volley si era preparata alla ripartenza richiamando in palestra le squadre che erano considerate di interesse nazionale. Ma la Fipav, il 5 dicembre, emana un comunicato in cui rivede in maniera repentina proprio le categorie e fasce d’età che possono allenarsi. Smentisce quanto affermato in precedenza e ritiene che solo la serie A e la serie B possano proseguire nella attività. Questa sarà la situazione fino al 16 gennaio, giorno di scadenza del DPCM.
Ancora una volta le osservazioni che arrivano dal territorio vengono saltate a piè pari, la sensazione è che ormai si navighi a vista. La data di inizio del campionato di serie B è slittata già due volte e ad oggi il 23 gennaio, ultima data fissata, appare non così certa con un calendario ancora da definire.
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