Il protocollo sanitario non piace ai tecnici italiani. Misure stringenti causa pandemia, ma che non lasciano grandi spazi di manovra
Non piace ai tecnici italiani il protocollo sanitario pubblicato dalla Federazione Italiana Pallavolo. Se tecnici del tenore di Julio Velasco e Marco Mencarelli avevano validato l’uso della mascherina, arrivano le prime osservazioni critiche di altri allenatori. Andrea Giani, in una intervista rilasciata al “Resto del Carlino” dice testualmente:
Ci danno l’opportunità di rientrare all’interno delle aeree di gioco, ma ci chiedono di fare un lavoro solo ed esclusivamente analitico, dando al massimo due palloni per giocatore, in quello che è invece uno sport di squadra. Così si fa nel minivolley, ma noi non alleniamo il minivolley, alleniamo dei professionisti: c’è una grossa differenza. Non posso pensare di allenare i miei atleti con esercizi analitici. Questo obbligo va in contrapposizione con quello che normalmente facciamo, che è gestire ‘macchine’ da competizione. Mi dispiace perché non dovrebbe essere così. Non possiamo permetterci che qualcuno, all’interno della nostra area di lavoro, si ammali: questo lo capisco, ma è il nostro lavoro, non andiamo in palestra per un aspetto ludico o ricreativo. Forse le responsabilità sono troppo grosse, non so. Rimane che possiamo tornare in palestra con 12 giocatori e 2 allenatori, ma nella pratica potremo fare ben poco”.
E se il tecnico del Modena Volley fa riferimento alle squadre professionistiche del settore, anche Massimo Eccheli, del settore giovanile Vero Volley Monza, non discosta il suo pensiero sulle pagine della testata online “Volleynews.it”:
Sinceramente sono davvero preoccupato, dal punto di vista economico prima che da quello tecnico. Il protocollo implica infatti un grande dispendio di energie e risorse a carico delle società, dalla sanificazione alla figura del Covid Manager. Sembra che non si abbia presente la situazione di partenza delle palestre italiane. Arrivare al livello di pulizia previsto dalle norme mi sembra utopistico, un obiettivo irraggiungibile. Queste regole generano l’impossibilità di allenare una squadra di pallavolo come andrebbe allenata. Capisco che si sia voluta adottare la massima prudenza nell’approccio – conclude Eccheli – ma il protocollo così com’é non è compatibile con la ripresa del nostro sport.
























